Misure sui crop: i soliti errori

Andrea Barucci
laureando in fisica
Consulente scientifico G.A.U.S.
Prof. Andrea Perego
Dipartimento di Fisica, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Firenze

Anche quest’anno l’Italia, come molti altri paesi, è stata investita nella stagione estiva dalla febbre dei cropcircles, ormai divenuti un fenomeno mondiale e sociale.

E puntuali come i cropcircles compaiono le teorie che cercano di spiegarne la formazione ( uomini, alieni, diavolo, la Terra stessa……..) e compaiono alcune misure tecniche eseguite da qualche ufologo. Qualcuno sembra aver capito un po’ come si fa, ma altri continuano imperterriti per la loro strada e così peggiorano la situazione invece di migliorarla.

Prendiamo ad esempio l’articolo a pagina 57 di una nota rivista, l’articolo si intitola “L’agroglifo di Pisa” ; qui mi limiterò a citare solo la parte che mi interessa (righe 24-29):

[I dati si riferiscono all’agroglifo apparso nel quartiere popolare del Cep a Pisa]

“Sono state eseguite misure per il rivelamento di presenza di radioattività o campi elettromagnetici con risultati negativi in entrambi i casi. I risultati di misurazione della radioattività, effettuata con un contatore Geiger a massima di origine russa, sono: all’interno dell’agroglifo di 3-4 microcivert, all’esterno di 7-8 microcevert, quindi all’interno stranamente inferiori. La lettura dei campi elettromagnetici effettuata con un lettore di campi elettromagnetici per campi da 50 Hz, ma in grado comunque di rilevare, anche se non in forma precisa, qualsiasi campo elettromagnetico presente ha dato un risultato dai 0,10 ai 0,20 microtesla sia all’interno che all’esterno dell’agroglifo.”

[La trascrizione è letterale, compresi gli errori]

Nonostante la buona volontà dell’inquirente i dati sono completamente inutili. Ecco il perché:

-Gli strumenti usati non sono dichiarati nell’articolo: è importante conoscere a fondo il tipo di strumento, se è tarato bene, se funziona correttamente, quali sono le sue incertezze intrinseche ( nessuno strumento ha infinita precisione!; si veda a tal proposito l’Appendice 1 e 2). Se lo strumento non è ben calibrato il numero sul display non ha nessun valore.

-Le misure sono state prese senza metodo: non si dice quali sono i punti esatti della misurazione e se la misurazione è stata ripetuta più volte nel tempo negli stessi punti per verificare eventuali discrepanze.

-Dire che la radioattività è “strana” non significa niente; bisogna prima informarsi sulla situazione idrogeologica della zona ed avere dati precedenti del terreno da confrontare con i nostri.

-Ovviamente parlare di errori nelle misure è superfluo, chi ha fatto queste misure molto probabilmente non si è neppure posto il problema.

Insomma queste misure richiedono esperienza, tempo e molto lavoro ( ecco perché esistono i fisici, “è un lavoro duro, ma qualcuno deve farlo..”).

Il “civert” o “cevert” come viene chiamato nell’articolo è in realtà il “sievert”, ed è l’unità di misura nel sistema internazionale della “DE – Dose Equivalente”.

Sarebbe stata più opportuna una misura di attività di vari campioni del terreno in modo da poter estrarre forse qualche informazione in più.

[Per una definizione di dose si veda “Introductory Nuclear Physics” di Kenneth S. Krane , pag. 184-188, “Units for measuring radiation”]

Sempre a pag. 52 dello stesso numero si legge:

[Questi dati si riferiscono al cropcircle di Desio]

“Abbiamo rilevato la presenza di campo magnetico. Mentre il terreno circostante misurava solo 0,25 microtesla ( 0,20 è ritenuto il valore standard), al centro della formazione se ne rilevavano 0,68; di per sé questa misurazione non voleva dire nulla, dato che possono sussistere molti fattori in grado di alterare convenzionalmente un campo magnetico (ad esempio, presenza di ferro nel terreno); era però curioso che i valori andassero decrescendo a mano a mano che dal centro ci si allontanava ai bordi, sino a tornare normali fuori dalla traccia; pensammo immediatamente potesse dipendere dai vicini tralicci dell’alta tensione, ma lì il campo scendeva a soli 0,38. Il geiger non rilevava presenza di radioattività;……………”

[La trascrizione è letterale, compresi gli errori]

L’ autore dell’articolo, è in questo caso astuto a dire che i dati presi non hanno molto valore; ma allora perché prenderli ?

Stiamo studiando un fenomeno fisico o facciamo gite all’aria aperta?

Non sono molto favorevole a queste “misure della domenica pomeriggio”, le misure hanno un senso solo se prese correttamente.

Come nell’altro articolo anche qui mancano completamente le indicazioni sul tipo di strumento utilizzato, sul punto della misura e le incertezze strumentali. Inoltre, poichè il campo magnetico è un vettore, sarebbe bello avere misure vettoriali e non scalari; probabilmente sto chiedendo troppo, chi ha usato quegli strumenti dubito che sappia la differenza fra vettore e scalare.

Faccio notare a margine che eseguendo qualche calcolo, ipotizzando una sorgente magnetica sferica nel vuoto è possibile ricavare il valore dell’altezza della sorgente rispetto al centro del cropcircle.

Il risultato è circa 7 m . Se si fa l’ipotesi che l’errore nella misura dei campi magnetici sia del 10% e che l’errore sulla misura delle dimensioni del crop sia trascurabile ( cosa ragionevole, visto che un errore di anche 10 cm su 20 m porta ad un errore relativo del 5 per mille, da confrontarsi con un errore intorno al 15% dovuto a B ) allora il risultato è:

H = ( 7±1 )m

Ovviamente con due sole misure (prese a caso) questo calcolo lascia il tempo che trova, è solo una verifica a posteriori per vedere se l’altezza dell’ipotetica BOL è confrontabile con quella prevista dalla teoria di Haselhoff ( circa 4 m )

A pag. 59 mi limito ad osservare che dopo tanti sforzi personali (un convegno internazionale e varie conferenze) sono (forse) riuscito a far capire che le tabelle con i risultati in percentuale devono fare il 100%, è un piccolo passo. Magari la prossima volta mi scrivono anche gli errori sulle misure ed il tipo di strumenti utilizzati, almeno mi fanno contento.

Cerchi nel grano: considerazioni
Tralasciando gli errori però ho sempre il solito dubbio: a cosa e’ dovuto il campo magnetico residuo del terreno?

-Si puo’ pensare che il campo residuo sia ancora proporzionale a quello di magnetizzazione dovuto alla sfera luminosa……………….

L’immagine a lato mostra la presenza di materiale ferromagnetico nel terreno di un cerchio nel grano: The left photo is of soil inside the formation which shows a HIGH MAGNETIC RESPONSE; complete, multi layer coverage of the probe. The right photo is of soil outside the formation used as a control showing a low magnetic response; demonstrating incomplete coverage of the magnet.

– il calcolo dei metri e’ esatto a partire dalla condizione che il campo magnetico, o comunque il suo effetto (vedi sotto) vada come 1/r da una sorgente concentrata.

– quella che si misura nel crop, ammettendo che vi sia stato un effetto, e’ la magnetizzazione *residua* lasciata dall’eventuale campo applicato durante la produzione del cerchio, o cosi’ come “ricordino alieno”. Non so se quello che propongo e’ l’unico modello possibile, ma mi viene da pensare che possa essere dovuta alla magnetizzazione di particelle ferromagnetiche presenti nel terreno. Su questa ipotesi, si puo’ pensare che:

a- il campo residuo misurato macroscopicamente sia dovuto alla somma di innumerevoli dipoli piu’ o meno orientati nella stessa direzione (in un dato punto). Questo implica che l’effetto risultante puo’ dipendere piu’ dalla concentrazione di materiale ferromagnetico nel terreno vicino che dall’intensita’ di magnetizzazione dei singoli dipoli.

Bisogna poi tener presente che ogni dipolo ha un punto di saturazione, oltre il quale non va. Se il campo applicato era abbastanza forte, puo’ essere che praticamente tutti i dipoli siano stati portati alla saturazione, indipendentemente dalla distanza dalla “sorgente”.
Alternativamente, si potrebbe pensare a un apporto di nuovo materiale da parte dell’entita’ generatice, eventualmente poi magnetizzato dalla stessa in modo spazialmente coerente, ma mi sembra piu’ improbabile.

b- per avere una magnetizzazione come sopra, occorre un campo magnetico costante nel tempo, mentre qualsiasi fenomeno oscillatorio (onde e.m.) tenderebbe a lasciare un effetto mediamente nullo, anzi, eventualmente a diminuire una eventuale magnetizzazione preesistente. Pensa addirittura che per *smagnetizzare* le testine dei registratori vi si avvicina un elettromagnete alimentato a 50Hz e quindi lo si allontana lentamente.

– per quanto riguarda la misura delle radiazioni, mi viene da pensare che andando con un geiger sul posto si misurano anche (e forse soprattutto) i raggi cosmici. Si puo’ dire qualcosa qualitativamente se la radiazione aumenta significativamente avvicinando il geiger al terreno, per quanto anche questo discorso dipenda molto dal modello che si fa per l’attivazione radioattiva del terreno e la sua distribuzione spaziale. Una misura di radioattivita’ del terreno si puo’ fare con *campioni* standardizzati in una geometria costante e soprattutto sottraendo il fondo dovuto alle altre fonti di radiazione (cosmici, Potassio 40 dei muri, ecc.).

E’ chiaro pero’ che in questo modo, ipoteticamente, si potrebbe prendere un campione inattivo tralasciando una zona completamente diversa pochi centimetri piu’ in la’.

Sono inoltre stato colto da un dubbio piu’ logico che pratico, ma comunque non trascurabile:

e’ chiaro che dove alla piegatura delle spighe si accompagnano altre “anomalie” varie cresce la probabilita’ (?) che gli autori del cerchio possano essere entita’/forze diverse da uno o piu’ esemplari di “homo sapiens sapiens” in vena di scherzi; tuttavia, per pura logica, non e’ da escludersi che gli alieni del pianeta Caracallo si facciano punto d’onore proprio di disegnare i cerchi senza lasciare altre tracce, a differenza delle nubi intelligenti di Talos IV….mi ricorda un film di fantascienza anni ‘ 50 in cui un personaggio si meravigliava del fatto che il disco volante caduto sulla Terra non fosse “neppure radioattivo”.

Perché dunque le “anomalie” dovrebbero essere per forza sintomo di “alieno”?

Andrea Barucci

Misure sui crop: i soliti erroriultima modifica: 2004-09-19T17:50:00+00:00da gruppogaus
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